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lunedì 17 luglio 2017

RECUPERATO IL TABERNACOLO DELLA BEATA GIOVANNA DI VIA DEI RENAI.


Grazie all'intervento volontario di Mario Salerno, assistente tecnico di grandi opere ora in pensione, il tabernacolo di via dei Renai dedicato alla Beata Giovanna ha nuovamente acquistato il suo decoro originale tornando a rappresentare un luogo di rilievo per la devozione dei signesi.
Il tabernacolo di via dei Renai venne realizzato verso la metà del Novecento e venne dipinto dal giovane Alvaro Cartei. Negli anni sia il dipinto che la struttura si sono deteriorati e, pochi anni prima di morire, lo stesso Cartei riprese le parti di colore che erano cadute ma la struttura era rimasta in stato di abbandono sino a pochi giorni fa quando la passione di Mario Salerno ha restituito nuova vita ad una struttura che sembrava quasi abbandonata al degrado.
La ripulitura degli spazi esterni e la ripresa di ringhiere, sportelli, vetri e intonaci caduti, senza mai alterare alcun aspetto della struttura originaria, ha finalmente restituito un luogo di fede che sembrava ormai dimenticato.
L'assessore alla Cultura Giampiero Fossi ha espresso la propria gratitudine nei confronti di Mario Salerno per quanto ha fatto e soprattutto per la grande attenzione e per il senso civico da lui sempre mostrato nei confronti del territorio signese.

prima e dopo

mercoledì 9 aprile 2014

Il ritorno ai Colli Alti della Pala di San Francesco


Il prossimo venerdì 11 aprile tornerà nella chiesa di San Francesco ai Colli Alti un prezioso dipinto del Cinquecento raffigurante la Madonna con il Bambino in trono fra San Francesco e San Giovanni Battista. L'opera, di rara bellezza, è stata restaurata nel gabinetto di restauro di Silvia Bensi sotto l'attenta cura della dottoressa Maria Pia Zaccheddu della Soprintendenza fiorentina.
Con il ritorno di quest'opera la comunità dei Colli Alti avrà nuovamente, oltre alla bellezza artistica di questo dipinto, un elemento che ha accompagnato secoli di devozione verso la Madonna e verso il santo cui la chiesa è intitolata.
In questo momento di festa un pensiero verso Andrea Catarzi che insieme alla parrocchia, al circolo e al comune volle fortemente il recupero di una tela che tre anni fa sembrava ormai perduta.
Alla cerimonia di ricollocazione che si terrà alle ore 21.15 di venerdì saranno presenti fra gli altri il parroco di San Mauro, don Robert Swiderski, la responsabile di zona della Soprintendenza, Maria Pia Zaccheddu, la direttrice del Museo di arte sacra di Signa, Emirena Tozzi, la restauratrice del dipinto, Silvia Bensi, il consigliere regionale, Paolo Bambagioni e l'Amministrazione Comunale di Signa.

domenica 30 marzo 2014

Il 3 aprile nella Salablù venti anni di restauri


Il prossimo 3 aprile si terrà, nella Salablù del Centro Culturale Boncompagno da Signa, una serata nella quale verranno presentati i quasi venti anni di restauri e di recuperi che hanno visto la presenza attiva dell'Amministrazione Comunale.
Dal 1995 al 2014 Signa ha assistito, nella massima continuità amministrativa, al ritorno ed alla ricollocazione di quasi un centinaio di grandi opere giacenti in vari magazzini o inviate urgentemente al restauro a causa di profondi danneggiamenti.
Grandi pale d'altare, affreschi, sculture, documenti di archivio, arredi sacri, reliquiari fanno da importante cornice al recupero di fondamentali strutture architettoniche quali la pieve e il campanile di San Lorenzo, l'oratorio di San Gaetano, il palazzo dugentesco di piazza Bigagli, il tabernacolo di Domenico di Michelino in via dell'Edera, il tabernacolo secentesco di San Miniato e, visto lo stato di altre cinte murarie, la torre di settentrione e un tratto di mura del Castello di Signa.
Seguendo una progettazione complessiva di arricchimento del nostro territorio, fondata anche sul recupero dei principali elementi storici ed identificativi di Signa, in quasi venti anni possiamo dire di avere ottenuto risultati di un certo rilievo grazie anche alle fattive sinergie con la Soprintendenza, con le parrocchie, con gli Istituti di Credito, con i club Rotary, Rotaract e Lyons.
Con il 2014 si chiude una prima fase di interventi nella piena coscienza che se la maggior parte delle cose è stata fatta altro deve ancora realizzarsi.
Grazie ad una ricerca attenta nei depositi fiorentini altre opere signesi sono venute alla luce unitamente agli arredi in legno delle chiese di San Mauro e di Sant'Angelo danneggiati dall'alluvione del 1966: compito della nuova amministrazione sarà il favorirne il ritorno. Bello sarebbe anche programmare la ricerca degli affreschi nascosti della pieve di San Giovanni e della chiesa di Santa Maria che attendono ancora di essere liberati dall'intonaco secolare che li ricopre.
Già finanziato ed in attesa di superare gli ultimi ostacoli burocratici il tabernacolo di via della Redina: l'ultimo dei grandi tabernacoli ancora da restaurare.
Importante sarà anche vedere la fine dei lavori all'ex Palazzo Comunale di via Ferroni che dovrà ospitare il Museo della Paglia.
Infine una piccola considerazione: oltre all'importanza turistica di certi recuperi, e i recenti numeri sembrano offrire già da adesso una buona risposta, le opere storico artistiche rappresentano per una comunità quello che per una famiglia viene rappresentato dalle foto dei nonni, dai piccoli quadri, da quanto è rimasto di chi ci ha preceduto nelle nostre case e che fa si che la mia casa non sia soltanto un letto, un tavolo o un divano; fa si che la mia casa sia la mia casa, luogo di affetti e di memoria nel quale potermi sentire nella mia vera essenza e libertà. Allo stesso modo quando un paese non è composto soltanto da parcheggi, rallentatori, marciapiedi, ma ingloba e valorizza tutti gli elementi dell'arte, della fede, della memoria, tutti quegli elementi che lo rendono veramente unico, abbandona il ruolo amorfo di insieme di strade e case e diviene un luogo magico dove viverci e sentirne il respiro.
Abitarci vuol dire soprattutto entrare a far parte di una vera grande famiglia affrontando, insieme alla più vasta comunità locale, percorsi bellissimi carichi di sogni, di vita e di avventure.






domenica 27 ottobre 2013

Ricollocata a Signa la grande pala d'altare del XVI secolo raffigurante la Resurrezione.


Dopo anni di accurato e difficile restauro una grande pala d'altare, raffigurante Cristo risorto in mezzo a San Miniato e a San Francesco, è stata ricollocata nel suo luogo di origine. Di fronte ad una chiesa che non riusciva a contenere le numerosissime presenze di fedeli e di appassionati di arte Don Giancarlo Gondolini, accompagnato dal sindaco di Signa Alberto Cristianini e dalla funzionaria della Soprintendenza Maria Pia Zaccheddu, ha tolto il velo che copriva il dipinto mostrando alla sua comunità un'opera che costituisce soprattutto un oggetto di fede e di culto. Con il ritorno della Resurrezione si conclude un percorso progettuale iniziato circa tre anni fa che, nel breve periodo ha riportato restaurate in San Miniato quattro pregevolissime pale d'altare che arricchiscono sia il valore artistico che l'impianto religioso di questa chiesa. Nel mio intervento ho ricostruito il significato e i percorsi alla base di precise scelte politiche e amministrative tese al recupero e alla valorizzazione dell'arte e della memoria in tutto il territorio signese. Oltre al consigliere regionale Paolo Bambagioni e al direttore scientifico del museo di arte sacra di Signa Maria Emirena Tozzi era presente lo staff operativo del laboratorio di restauro di Gian Maria Scenini.
 




lunedì 29 luglio 2013

Il restauro della Pala di San Francesco ai Colli

                                La tela al momento della partenza

Sono stato in questi giorni a fare un sopralluogo nello studio della restauratrice Silvia Bensi per controllare la situazione in cui si trova la pala d'altare della chiesa di San Francesco ai Colli Alti. Il dipinto è stato consegnato per il restauro nel settembre 2011 sotto la direzione del funzionario di zona della soprintendenza Maria Pia Zaccheddu e da subito sono stati riscontrati danni non indifferenti dovuti in primo luogo allo scorrere del tempo ma dovuti anche a maldestri tentativi di intervento effettuati nei secoli passati. Ai buchi ed agli squarci della tela, in presenza fra l'altro di un telaio in pessime condizioni, si sono accompagnate ridipinture invasive che hanno ampliato gli spazi ormai privi di colore. Allo stato attuale dei lavori possiamo dire che il lavoro di pulitura è stato quasi completato e che, con un prossimo intervento, le possibilità di un ritorno della tela nella sua sede naturale per il prossimo mese di ottobre sono oggi più vicine.
Il dipinto, realizzato da Mario Masseri verso la fine del XVI secolo, raffigura, al centro, la Madonna con il Bambino poggiato in grembo. A sinistra, San Giovanni Battista in preghiera con lo sguardo indirizzato verso la Vergine Maria che china la testa verso di lui. Sulla destra San Francesco d’Assisi si rivolge a Gesù Bambino che risponde al suo sguardo.
Il restauro di quest'opera è stato fortemente voluto dagli abitanti dei Colli che negli anni hanno trasformato quella che era una povera cappella in una vera chiesa. Un ricordo particolare ad Andrea Catarzi che di questo restauro ha rappresentato un po' l'anima.